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Noemi: ‘Il cibo era la mia comfort zone’

Scritto da il 24 Novembre 2022

Ospite di Francesca Fagnani al programma tv ‘Belve’, Noemi si è aperta sull’ossessione per il cibo che l’ha portata ad ingrassare molto per nascondere le sue fragilità.

Tutto è cominciato durante il Festival di Sanremo del 2018, quando il popolo del web produsse un meme dispregiativo mettendola a confronto con Michelle Hunziker.

‘Oggi si parla molto di body shaming, ma si vede che nel 2018 non era di moda. Ero molto in carne, non ero longilinea… Michelle era fighissima… avevamo questo vestito simile, aperto davanti e sui social hanno fatto un meme, da una parte lei e dall’altra io: “Quando lo ordini su Wish e quando ti arriva a casa…”. Mi sono sentita ferita come donna, messa in discussione come essere umano’, ricorda Noemi.

‘In quella foto per la prima volta ho visto la mia sofferenza, perché ci sono persone che sono abbondanti, ma tu vedi che quella fisicità gli appartiene, è serenità, è una roba bella. Lì ho percepito per la prima volta il mio malessere, il fatto di essere dove non volevo, ero tutto quello che non volevo rappresentare e questo mi ha ferito tanto, mi sono fatta un pianto e quella è stata la prima volta, uno di quelli che partono dallo stomaco, c’era mia sorella vicino che cercava di consolarmi e aiutarmi, ma potevo aiutarmi solo io’.

Da quel momento la cantautrice si è chiusa in se stessa sprofondando in un tunnel.

‘Mi sono detta che dovevo fare qualcosa… avevo sempre questa paura di disturbare… ma quella volta è scattato qualcosa. Mangiavo, ma non era bulimia, adoravo mangiare e mi sfogavo nel cibo, era una comfort zone, mi premiavo così, mi dicevo “hai lavorato tanto e te lo meriti”…. Ma alla fine mi sono accorta che era un’ossessione, a pranzo già pensavo alla cena e di pari passo non mi guardavo più, quando mi rivedo in quelle foto, capisco che non avevo percezione del mio corpo. Adesso mi piaccio, anche se trovo sempre dei difetti, d’altronde sono una donna… Non mi sento sexy, almeno non prima delle 17, quando comincio a riappropriarmi della mia voce’.

L’articolo originale lo trovi cliccando qui


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